GIOVANNI AVAGNINA
DIRETTORE dell'Istituto Internazionale di Elicicoltura
di Cherasco
(Cuneo)
La massima autorità nel settore in campo internazionale è l'Istituto
Internazionale di Elicicoltura di Cherasco.
Direttore e fondatore, dal 1972, dell'Istituto di Cherasco è Giovanni
Avagnina, il quale si è da sempre posto, quali obiettivi basilari per il suo
lavoro, la ricerca per la produzione a ciclo biologico delle lumache da
gastronomia del genere Helix. In quell'anno istituisce il Centro di Elicicoltura
e, dopo pochi anni, fonda l'Istituto Internazionale di Elicicoltura di Cherasco.
Grazie a tenacia e capacità riesce a ideare il metodo di allevamento all'aperto
che via via ha perfezionato negli anni; sono state effettuate sperimentazioni
pratiche di allevamento per la verifica delle possibilità economiche di
ottenere, da un gruppo di riproduttori, quantità sempre più alte di molluschi
vendibili. La ricerca è stata incentra soprattutto sulla selezione genetica dei
soggetti, sul tipo di alimentazione più adatta alla crescita e sul sistema di
rotazione delle aree di pascolo.
Nel 1978 fonda l'A.N.E. (Associazione Nazionale Elicicoltori), che a breve sarà
ufficialmente riconosciuta dall'A.I.A. (Associazione Italiana Allevatori) quale
organizzazione di specie, specifica per il settore elicicolo e ospitata nella
sede dell'Istituto stesso. L'elicicoltura, con il trascorrere degli anni, è
cresciuta in numero e quantità. Nel 1980 vi erano in Italia circa 5.000.000 di
metri quadrati di impianti, con un incremento annuale superiore al 10-15% di
superficie. Nel 1990 gli allevamenti italiani occupavano 40.000.000 di metri
quadrati con tale attività. Nel 1997 i metri adibiti ad elicicoltura in Italia
diventavano 65.000.000. Quasi tutti questi impianti erano legati all'Istituto di
Elicicoltura di Cherasco, il quale assicurava loro assistenza tecnica e
commerciale.
Nel 1984 veniva istituito il premio internazionale di studi elicicoli
(biennale); concorso di lavori e ricerche nel campo applicato aperto ad
operatori e studiosi di tutto il mondo. Partecipavano circa 120 ricercatori di
tutti i continenti. I lavori premiati venivano selezionati e pubblicati in un
volume in lingua italiana ed inglese. Nasce così la collana SNAIL FARMING
RESEARCH. Il vero e concreto sviluppo dell'elicicoltura inizia nel
1985, con un
incremento notevole di iniziative e impianti di grandi dimensioni e con
produzioni sempre più consistenti. Fino al 1997 gli elicicoltori italiani ed
esteri che hanno utilizzato i servizi dell'Istituto di Elicicoltura di Cherasco
sono stati oltre 15.000. Una delle attività principali dell'Istituto è
l'assistenza commerciale agli allevatori. Attraverso una specifica convenzione
infatti la struttura da anni è in grado di garantire l'acquisto e il piazzamento
sul mercato di qualsiasi quantitativo di prodotto proveniente dagli allevamenti
che seguono gli standard validati dall'Istituto stesso.
Giovanni Avagnina è amministratore e responsabile di alcune aziende italiane di
allevamento, di trasformazione e commercializzazione di chiocciole e svolge
attività di consulenza e assistenza tecnica in Italia e all'estero per conto di
enti pubblici e aziende private. Dirige attualmente la rivista “Giornale
dell'Elicicoltura”, e collabora con diverse testate per il settore elicicolo.
Eletto sindaco di Cherasco, città capitale italiana della lumaca. Nel 2002 il
Presidente della Repubblica lo ha insignito dell'onorificenza di Commendatore
per i meriti acquisiti nello specifico settore.
Ogni anno, alla fine della terza settimana di settembre, con il patrocinio della
Regione Piemonte,
Provincia di Cuneo, l'Ente del turismo di Alba, Bra, Langhe, Roero e della città
di Cherasco, l'Istituto Internazionale di Elicicoltura, sotto la supervisione di
Giovanni Avagnina, indice un incontro internazionale di elicicoltura della
durata di 3 giorni, nei quali vengono dibattute le nuove metodologie di
allevamento, le problematiche della produzione e la presentazione ufficiale dei
dati del mercato italiano ed estero, e la premiazione di coloro che durante
l'anno si sono distinti per le loro capacità nell'esercizio dell'elicicoltura.