IL MERCATO DELL’ ANNO 2010


Tipi di imballaggio per la spedizione

Il mercato delle chiocciole da gastronomia del genere Helix, che sono le chiocciole di origine europea e sono a taglia medio – piccola, ha subìto negli ultimi 20 anni profonde e ampie trasformazioni, nei quantitativi, nelle linee commerciali e nelle quotazioni.

Erano gli anni ’70 quando in gran parte dell’Europa occidentale, Italia compresa, venivano emanate delle leggi che regolamentavano, ma in pratica proibivano la raccolta naturale del mollusco Helix.

Proprio in quegli anni nasceva l’elicicoltura, l’allevamento a ciclo biologico completo per sopperire, attraverso una produzione gestita e controllata, la diminuzione e la mancanza del prodotto, prima reperito in natura. Negli anni ’70 inoltre si assisteva ad un altro importante fenomeno: la crescita costante, ogni anno, dei consumi e dell’utilizzo, nell’alimentazione, di questo straordinario mollusco di terra.

In pochi anni infatti a livello italiano l’incremento portava alla quantità di 20.000 tonnellate (del 1980) di vendita, mentre nel mondo, in particolare quello a cultura occidentale, si segnalava un forte aumento dei consumi, in ragione dell’ingresso delle chiocciole nel mondo della trasformazione industriale e delle conserve. All’inizio degli anni 2000 il totale delle chiocciole commercializzate, tra vive – fresche e conservate, si attestava su 320.000 tonnellate all’anno nel mondo intero.

Il reperimento del prodotto si spostava dall’area dell’Europa dell’ovest alla raccolta intensa, organizzata e in certi casi incentivata in tutti i paesi del cosiddetto est – europeo, tutti paesi, dalla Polonia alla Bulgaria, che in quegli anni cercavano di introitare moneta pesante europea, per aiutare la loro fragile economia.

La quantità globale dei consumi è arrivata a toccare, all’inizio del nuovo secolo, la quota di 420.000 tonnellate per quasi il 50% acquistato dalle industrie di trasformazione francesi, che con i loro stabilimenti in Turchia e soprattutto nell’Africa del Nord, esportano in tutto il mondo conserve di chiocciole con il famoso nome, conosciuto ovunque, di “escargot”.

Il business mondiale delle chiocciole in questi ultimi 2 anni, riferendoci alle piazze all’ingrosso ha toccato e superato i 10 miliardi di Euro.

In Italia nel 2010, nonostante la forte crisi economica che stiamo vivendo, abbiamo superato le 38.000 tonnellate di consumo, con un aumento sull'anno precedente del 2% circa.

Nel nostro paese le importazioni di lumache vive e conservate dai paesi raccoglitori hanno toccato ancora nel 2010 i 225.000 quintali , circa il 65% del totale. Il valore globale dell’intera filiera (produzione in allevamento, importazione, lavorazione industriale e consumo gastronomico) si è aggirato sugli oltre 210 milioni di Euro.

I prezzi internazionali del prodotto esportato da questi paesi in gran parte vivo e parte, con il trascorrere del tempo, già semilavorato erano legati ai bassi costi operativi delle popolazioni che gestivano il reperimento del prodotto naturale. Le quotazioni sono cambiate e sono aumentate quando agli inizi degli anni ’90 le rivoluzioni, seguite alla caduta del muro di Berlino, hanno modificato il quadro politico e hanno portato questi paesi all’avvicinarsi all’area economica della Comunità Europea e ad aumentare i prezzi

Contestualmente alla crescita dei consumi, è cresciuto molto anche l’interesse per la produzione in allevamento, che piano piano ha saputo costruirsi, attraverso lo studio di tecniche sempre più aggiornate, uno spazio nel mercato, caratterizzato da prodotto – è vero – più caro, ma con qualità e caratteristiche senza dubbio superiori al prodotto raccolto in natura.

Le differenze tra il naturale e l’allevato sono sostanzialmente quattro: la prima la tenerezza delle carni, in quanto la crescita del mollusco è molto più veloce; la seconda è la qualità degli alimenti utilizzati che sanno insaporire meglio il muscolo edibile; la terza l’omogeneità della pezzatura e la quarta, non ultima questione, la possibilità di avere a disposizione, con l’allevamento, il prodotto tutto l’anno e permettere un mercato e un consumo non più stagionale come per il prodotto proveniente dalla raccolta.

 

Le quantità consumate in Italia negli ultimi 15 anni sono le seguenti (i dati sono espressi in quintali):

CONSUMI DI LUMACHE (vive e conservate) IN ITALIA

1995 - 2010
  totale consumi produzione interna % importazione %
1995103.000 36.000 35 67.00065
1996117.000 41.000 35 76.00065
1997130.000 44.000 34 86.00066
1998165.000 67.650 41 97.35059
1999228.000 79.800 35148.20065
2000233.000 88.540 38144.46062
2001247.000 98.800 40148.20060
2002330.000 95.700 29234.30071
2003360.000108.000 30252.00070
2004370.000114.700 31255.30069
2005372.000130.200 35241.80065
2006374.000124.000 33250.00067
2010380.000130.000 34250.00066
2008384.000134.400 35249.60065
2009380.000136.800 36243.20064
2010374.500131.500 35243.00065
In quintali – Consumi in Italia negli ultimi 16 anni
 

I segmenti di crescita veloce dei consumi e nelle importazioni, con il relativo più lento accrescimento nei quantitativi di produzione,chiaramente definiscono la buona e concreta possibilità commerciale che l’allevamento intensivo ha davanti a sè

.Un piatto di lumache

La produzione in allevamento

 

In questo quadro generale si introduce la situazione italiana e mondiale dell’elicicoltura.

L’allevamento a ciclo biologico, nato per sostituire la raccolta naturale non ha ancora raggiunto la sua finalità originale, cioè sostituire integralmente la raccolta in natura

La produzione che deriva da questa coltivazione copre, per il momento, solo una parte minima dell’intera filiera dei consumi.

Nel 2010 si calcola infatti che, in totale, dall’allevamento sia venuto, a livello mondiale, soltanto il 15% del totale venduto.

Le 8.000 tonnellate mondiali di prodotto del 2010, di cui buona parte provenienti da impianti italiani, se pur considerevoli sono minima cosa  in confronto al totale dei quantitativi trattati e alla percentuale di incremento annuale dei consumi.

Si è in sostanza agli inizi dell’elicicoltura e ben grandi ed estesi sono gli spazi di espansione di questa produzione e di questo mercato.

Gli operatori che da anni sono nel campo non devono quindi allarmarsi del recente espandersi degli interessi per l’allevamento elicicolo soprattutto nei paesi ad economia più debole e con costi produttivi più bassi.

Per arrivare ad una eventuale saturazione del mercato, se mai sarà possibile, visto l’aumento costante dei consumi, dovranno passare molti e molti anni.




 
CONSUMI di LUMACHE : Raccolta naturale e produzione in allevamento
(nel Mondo) 
 
 2010  1990  1980 
 




 
ALLEVAMENTI A CICLO BIOLOGICO COMPLETO IN ITALIA 2010 
 
aree geografiche 
 




 
ITALIA : IL MERCATO delle SPECI
(raccolto in natura, allevato, importazioni - vivo e conservato 2010) 


 





 
I SEGMENTI DELLA COMMERCIALIZZAZIONE del PRODOTTO VIVO
in ITALIA 


 




 
 



 

Impianti di elicicoltura a ciclo biologico completo - sistema all'aperto convenzionati con l'Istituto Internazionale di Elicicoltura di Cherasco (2010)

  Numero di allevamenti Ettari coltivati Specie utilizzata Qualità della produzione in percentuale
Italia 4.300 5.200 Helix Aspersa
Helix Pomatia
60%
Serbia 240 240 Helix Aspersa
Helix Pomatia
70%
Grecia 200 100 Helix Aspersa 91%
Romania 164 130 Helix Aspersa
Helix Pomatia
45%
Bulgaria 90 75 Helix Aspersa 40%
Croazia 44 65 Helix Aspersa
Helix Pomatia
50%
Montenegro 22 7 Helix Aspersa
Helix Pomatia
50%
Albania 21 17 Helix Aspersa 65%
Tunisia 21 18 Helix Aspersa 65%
Kosovo 16 11 Helix Aspersa 50%
Slovenia 15 18 Helix Aspersa 60%
Germania 6 5 Helix Aspersa
Helix Pomatia
65%
Spagna 4 4 Helix Aspersa 70%
Ungheria 4 7 Helix Aspersa
Helix Pomatia
40%
Rep. Ceca 4 5 Helix Aspersa
Helix Pomatia
50%
Polonia 3 5 Helix Aspersa
Helix Pomatia
50%
Argentina 3 32 Helix Aspersa 70%
Russia 2 9 Helix Aspersa
Helix Pomatia
35%
Marocco 2 2 Helix Aspersa ---
Altri paesi18 95 Helix Aspersa
Helix Pomatia
60%